Svapo in controllo della temperatura. Ne parliamo con Dan Vaperider

Controllo della temperatura o TC. Amato e odiato da molti, ne parliamo con Dan Vaperider, imparando ad apprezzarne i benefici e conoscendone meglio il funzionamento.

Dan Vaperider. Vaper, motociclista, YouTuber, amministratore di gruppi sullo svapo. Chi è Dan?

Principalmente, un rider che ha bisogno di essere sempre in sella, girovagare e curiosare. Che siano moto o cavalli, fa poca differenza. L’esperienza da vaper è nata in un momento di stasi di ogni altra attività, accompagnata da una nausea per il troppo fumo. Quella di YouTuber, lo dico tra virgolette perché non mi ci sento, è stata una conseguenza: semplicemente, ho voluto parlare di temi con i quali mi sono cimentato, che erano pressoché ignorati.
Sono stato sempre abbastanza anti social network e molto borderline rispetto alla media degli utilizzatori ed alle loro dinamiche. Ho iniziato ad utilizzare YouTube e Facebook a causa dello svapo. Prima non avevo neanche un account e non è stato facile mettersi in gioco, mettendoci la faccia, perché, nonostante ciò che può sembrare, sono molto autocritico ed il peggior giudice di me stesso.
Dan aka Daniele, se non si fosse capito, è fondamentalmente una persona curiosa che passa da un interesse all’altro, spesso e purtroppo senza approfondire più di tanto.

Da fumatore compulsivo a svapatore. Com’è successo?
Ho iniziato a fumare all’età di 10 anni, nel 1976, quando le parti erano invertite: i non fumatori erano la minoranza ed erano addirittura derisi, senza alcun diritto di lamentela. Per 40 anni ho continuato con una media di 40 sigarette al giorno, nonostante cinque infarti ed altre patologie.
In realtà lo svapo mi ha aiutato, ma non è il motivo o la ragione o la soluzione al mio problema col fumo e con la tendenza alle dipendenze. Sì, mi ha aiutato a ridurre, ma penso sia stata una conseguenza dovuta al fatto che proprio non reggevo più i miei ritmi da fumatore. Infatti, non ho smesso totalmente e di colpo, ma, da una media di 40 sigarette al giorno, nel giro di due anni sono sceso drasticamente a 4-5 dopo i pasti.
È un percorso lungo e difficile e non è uguale e immediato per tutti. È una vera lotta con se stessi. Ammiro le persone che di colpo, grazie alla mera forza di volontà, riescono a smettere o quanti provano la sigaretta elettronica e vengono illuminate dalla luce della saggezza. Purtroppo, ripeto, non tutti sono così fortunati e io sono molto solidale e comprensivo con l’altra parte, dei fumatori o ex-fumatori, o degli svapo/fumatori: quelli che fanno fatica, quelli a cui lo svapo non sostituisce la sigaretta, a prescindere dalle quantità di nicotina o dai setup o dai devices. Quelli che spesso sono costretti a nascondersi, per paura di essere additati, ostracizzati o, anche peggio, commiserati per essere ancora dipendenti dal fumo, seppur in maniera più leggera. Lo svapo aiuta, lo svapo riduce il danno. È efficace per tanti, ma non per tutti, e non mi illudo che sia la soluzione finale, ma parte di una soluzione.
Per la mia persona, lo svapo è un piacere degustativo, completamente dissociato dal bisogno di smettere di fumare. Fumerei e svaperei allo stesso tempo, se i miei polmoni ed il mio fisico reggessero. Le trovo due cose, per quanto mi riguarda, completamente diverse e separate. In questa personale chiave interpretativa, credo che la sigaretta elettronica non abbia mai sostituito la sigaretta vera. Io svapo perché mi piace svapare, a prescindere, e non perché fumerei se non lo facessi.

Da Amico posso sperare, ne sarei felice, che da questo piacere la tua salute possa trarre vantaggio.
Dan, siamo qui per parlare di controllo della temperatura (TC). Innanzitutto, di cosa si tratta?
Un esperto di svapo in TC, conosciuto su Facebook, ha dato una bella definizione del controllo temperatura, che cito: “Il controllo della temperatura non è nient’altro che uno svapo in variwatt, con una variabile in più: la temperatura!”. In poche parole, consiste nel non far superare alla nostra resistenza temperature superiori a quelle da noi impostate, per vari motivi: per ragioni di salute o per la scelta di un gusto personale.
Utilizzando fili adatti (purtroppo non tutti lo sono) e box dotate di circuiti affidabili (anche in questo caso, purtroppo, non tutti i circuiti lo sono), possiamo ottenere due risultati. Primo, il Temperature protection evita che la nostra resistenza raggiunga o superi temperature vicine ai 270 °C, oltre le quali si produrrebbero e inalerebbero sostanze nocive. Secondo, il Temperature control obbliga la resistenza a lavorare ad una temperatura fissa e predeterminata, che ci appaghi in termini di gusto, rimanendo in un range termico sano.
Tecnicamente, non è un sistema difficile da spiegare. Il sistema sfrutta la capacità di alcuni materiali (Ni200, SS, Ti, NiFe, Zi…) di variare la propria resistività col calore. La box legge continuamente queste variazione e, tramite calcoli, determina la temperatura raggiunta dalla resistenza. Raggiunto il valore resistivo corrispondente alla temperatura impostata dall’utente, il circuito non eroga più a potenza piena, ma inizia a regolarla automaticamente per mantenere o non far superare quella temperatura.

Perché un vaper dovrebbe svapare in TC?
Come già detto, possiamo ridurre la produzione di sostanze nocive, ma ci sono anche altri vantaggi.
Il più immediato lo troviamo nello svapo in bottom feeding o in dripping. Partendo dal presupposto che il cotone secco si brucia a partire dalla temperatura di 230 °C, se ci dimenticassimo di squonkare o drippare, il cotone asciutto inizierebbe a bruciare. Ma se utilizzassimo una mod settata in TC, in un range di temperature inferiori ai 230 °C, l’erogazione verrebbe tagliata automaticamente, bloccando il riscaldamento del filo ed evitando di bruciare la wick. Lo stesso vantaggio lo potremo sfruttare in quei tank con problemi di alimentazione o in caso di svapo compulsivo.
Un altro vantaggio è quello di evitare di generare un vapore rovente, fastidioso e poco salutare. Possiamo decidere noi se il nostro vapore sarà freddo, tiepido o un po’ più caldo, a seconda dei nostri gusti o degli aromi che stiamo degustando, con un occhio alla salute.
Dai miei sistemi ho sempre cercato costanza nel tiro e nella resa aromatica, e solo il TC è stato in grado di garantirmela. Il mio tiro perfetto parte da una certa temperatura, che rimanga fissa e costante fino all’ultimo decimo di secondo di aspirazione: stesso tepore, nessun calo, nessun riscaldamento progressivo del tiro, nessuna oscillazione, soprattutto nei tiri più lunghi e profondi. A causa dei miei polmoni deboli e affaticati da decenni di fumo, ho sentito l’esigenza di ricercare un tiro costante e l’ho trovata.
La ricerca di aromi diversi, di gusti, di densità del vapore è importante, ma lo è anche la ricerca del tiro perfetto, perché è strettamente collegata alla prima. Una conditio sine qua non, che lo svapo in VW non mi ha mai garantito.
Al gusto del tiro in TC ci si arriva, non è qualcosa di immediato. Fa parte di un’educazione allo svapo che si acquisisce col tempo, con prove, molta curiosità ed un minimo di applicazione.

Lanciando un sondaggio sul TC, ho ottenuto queste risposte:

Numero di risposte Opzione scelta
45 Non uso il TC perché non lo conosco o non lo so utilizzare
17 Lo uso perché migliora l’aroma
17 Lo uso per motivi diversi
8 Lo uso per motivi salutistici
5 Non lo uso perché non mi piace
5 Non lo uso per motivi diversi
4 Non lo uso, perché ci ho provato, ma senza riuscirci
2 Lo uso perché lo trovano pratico

Come commenti questi risultati?
Li commento con un botta e risposta (sorride).

Non lo sanno usare? Bene. Parliamone e provate a vedere se vi interessa. Se avete bisogno di aiuto e avete la volontà di provare, chiedete pure.

Lo utilizzano perché migliora l’aroma? Concordo con loro.

Lo usano per motivi salutistici? Concordo anche con loro. È un aspetto che fa parte di un tutto.

Non lo usano perché non piace loro? A ciascuno il suo. Io parlo del TC e ne divulgo i vantaggi, ma senza evangelizzare e cercando di dare il giusto spazio ad un argomento troppo spesso ignorato ed accantonato. Se a qualcuno o a tanti non piace, non ho alcun interesse a fargli cambiare idea.

Non lo usano per motivi diversi? Idem. Io mi rivolgo a persone interessate. Se i motivi per non utilizzare il TC sono la difficoltà e l’inesperienza, c’è soluzione, ma alla scarsa volontà o al non interesse, purtroppo no.

Non lo usano, perché ci hanno provato, ma senza riuscirci? Se hanno voglia di riprovarci, possiamo farlo insieme.

Lo utilizzano perché lo trovano pratico? Spero diventino molti di più, se non altro per sentirmi più in compagnia.

Il 44% degli utenti dice di non conoscere il TC o di non saperlo utilizzare, motivo per cui ho deciso di organizzare questa intervista con te, che sponsorizzi molto l’uso del TC, attraverso i tuoi video e post sui social. Spiegaci cos’è il TC, come funziona, ma, soprattutto, come farlo funzionare.
Lo scoglio contro il quale si infrange il maggior numero di tentativi di approccio al TC è l’utilizzo di fili sbagliati. Ogni filo adatto ad un uso in TC è caratterizzato da un coefficiente termico della resistenza: il famoso, beneamato e/o maledetto TCR.
È un valore fondamentale da conoscere ed utilizzare, perché la precisione del nostro sistema si baserà all’80% su questo.
Più il TCR del filo utilizzato è preciso ed affidabile e meno problemi avremo. La maggior parte dei neofiti utilizza fili commerciali a basso costo, ma anche di bassissima qualità, come l’acciaio, che è il più facile da reperire. Consiglio di evitare gli acciai cinesi, tipo UD e simili, perché ho notato che le caratteristiche variano da rocchetto a rocchetto.

Il primo passo è procurarsi un filo preciso da un fornitore serio e affidabile.
Al momento i fili più largamente usati in TC vengono acquistati sul sito Zivipf.com e sono l’acciaio 316L, il Nifethal 48 ed il Titanio (quest’ultimo da utilizzare quando si ha un po’ di esperienza). Gli altri, anche se utilizzabili, sono da evitare per una serie di ragioni pratiche.
Basta la buona volontà di acquistare un rocchetto di questi fili e siamo già a metà dell’opera. Il secondo passo è scegliere una box con un circuito che ci offra la possibilità di impostare un valore di TCR specifico, rispondente al nostro filo, e non un generico valore preimpostato. Fatto questo, non dovremo far altro che impostare il valore di TCR, settare la box in modo che utilizzi questo valore, decidere il wattaggio massimo da erogare e la temperatura massima da raggiungere e/o mantenere.
Ovviamente, ho sintetizzato molto. Ci sono molte variabili da considerare e molti problemi che si possono presentare, ma è impossibile parlarne in breve. Il principio rimane però quello: un buon filo, un circuito decente (non necessariamente un hi-end) e diventa tutto abbastanza semplice. Poi, col tempo ci si affina.
Il modo migliore rimane sempre chiedere consigli ed aiuto a chi ha più esperienza. In passato ho dovuto fare tutto da solo, perché non ero iscritto ad alcun forum o social. Ho dovuto leggere qua e là, cercare di capire, sbatterci la testa, sbagliando, provando e riprovando. Non fate il mio stesso errore. Non siate timidi e chiedete!

A sentirti parlare, il TC non sembra semplicissimo, ma neanche irraggiungibile. Quali accorgimenti per renderlo accessibile a tutti?
Il TC non è affatto semplice, soprattutto quando ci si avvicina da neofiti, ma lo diventa presto, una volta assimilati pochi concetti ed acquisito un minimo di esperienza.
Se si vuole utilizzare il TC in cloud chasing (tiro polmonare), magari in dual coil o con coil complesse, le cose diventano più difficili, ma non impossibili. Ci va molta attenzione ed esperienza. Nello svapo in MTL (tiro di guancia), con filo singolo, le cose sono molto più semplici.
Per rendere semplice il TC, ricordiamoci il filo di qualità e, successivamente, il circuito buono. Come detto prima, sono le due variabili che fanno la differenza.
Mi raccomando, quando installiamo una nuova resistenza per il TC, evitiamo di farla leggere alla nostra box a caldo. Dopo l’inserimento di un valore errato di TCR, la prima lettura a caldo è la maggior causa di malfunzionamento. La prima lettura deve avere luogo a temperatura ambiente.
Nell’utilizzo in TC, evitiamo le microcoil e le preattivazioni. Il glowing delle coil, così pirotecnico e scenografico, è totalmente inutile e vietato, a meno di non utilizzare coil complesse e, comunque, seguendo specifiche procedure.

Altro accorgimento è la pulizia accurata dei nostri devices. Una filettatura sporca, nell’atomizzatore o nella box, può falsare la lettura della resistenza e sballare tutto il sistema.
Però, se ci pensiamo, nulla di così difficile o che non trovi riscontro anche nel VW, sempre che si voglia svapare in maniera corretta e consapevole… O no?

Esistono in commercio un certo numero di materiali di cui sono fatti i fili per il TC. Quali sono le differenze e quali ti sentiresti di consigliare?
Per i principianti mi sento di consigliare il NiFe48, venduto online su Zivipf.com. Garantisco che il sito di vendita online non mi sponsorizza, ma ci sono davvero poche altre valide alternative. Nelle varie misure, a seconda delle build che si vogliono realizzare, il Nifethal 48 presenta diversi vantaggi rispetto agli altri fili:

  • Miglior rapporto tra precisione e lavorabilità del materiale;
  • TCR assolutamente certo e verificato, che è possibile inserire in quasi tutti i circuiti con valore di TCR customizzabile. A seconda della marca e tipo di box, può essere inserito come 400, 0.00400, 4.000 o 40;
  • La relativa curva di TFR certa (altro parametro importante, che non posso approfondire in modo sintetico). Sul noto sito Steam-engine.org, la curva di questo materiale è indicata come Nifethal 52. È lo stesso materiale, denominato in base ad una lettura differente delle percentuali della lega di nichel e ferro.

Proprio per la presenza di nichel, è sconsigliabile l’utilizzo del NiFe48 da parte degli allergici. In tal caso, è possibile l’utilizzo del Titanio Grade 1, acquistabile sempre su Zivipf.com, ma è un materiale che richiede qualche attenzione ed accorgimento in più e che, se usato male, può rivelarsi nocivo.

È possibile utilizzare l’acciaio 316L, a patto di acquistarne uno valido. L’utilizzo di acciai scadenti e relativi errori di lettura, dovuti ai TCR instabili, è una delle principali cause di fallimento, disinnamoramento per il TC e conseguente abbandono da parte dei neofiti.

Quali hardware (mod e atomizzatori) consigli per avvicinarsi al TC, senza impazzire?
La risposta è legata al budget, purtroppo, ma anche a cosa uno intende per impazzire.
Un circuito low cost che non va male ed è configurabile in maniera semplicissima e veloce è quello della Joyetech, montato anche sulle box di Eleaf e Wismec. Quello della iStick Pico o della VTC Mini, per intenderci, devices molto economici ed accessibili, perfetti per un primo approccio. Sono circuiti che offrono anche la possibilità di essere migliorati tramite custome firmware, aggiungendo al prodotto caratteristiche expert mode.
Poi si va in una fascia un po’ più alta di prezzi, che comprende devices dotati del rinomato circuito DNA della Evolve, che va dal DNA60 al più recente DNA250C. Il DNA è indubbiamente sul podio dei migliori circuiti per TC, ma richiede più impegno, l’utilizzo di Escribe, un software di configurazione per PC e Mac, e un paio d’ore di buona volontà, magari seguendo una guida esperta. Ottimo, anche se non immediato, ma comunque non impossibile. Inoltre, la recente introduzione della funzione Replay nei nuovi modelli ha reso il loro utilizzo più user friendly.

Altro buon circuito, a detta di tanti anch’esso sul podio dei migliori, ma che personalmente non utilizzo, è l’Yihi. Tanto per intenderci, il circuito installato nella famosa SX mini. Validissimo, forse il migliore in VW, ma, nonostante la sua precisione, presenta alcune pecche sull’erogazione in TC. Comunque sia, il suo costo di partenza elevato mi fa preferire altri circuiti.
Anche alcune versioni dei circuiti di Asmodus non vanno male in TC, ma rimangono decisamente più performanti in VW. Rappresentano, con i circuiti Yihi, una validissima scelta per chi decide di utilizzare sia il TC che il VW e, soprattutto, per chi spazia dal MTL, al flavour, al cloud.
Mi sento di sconsigliare vivamente i circuiti Ijoy e Vaporesso, per le forti limitazioni sui TCR settings.
Preferisco non citare circuiti più costosi, più o meno rinomati, e considerati hi-end, come il Dani della Dicodes, di cui sono felice e soddisfatto possessore, perché li ritengo un punto di arrivo. Non mi sento di consigliarli a chi inizia. Chi li compra dovrebbe comprarli con consapevolezza ed esperienza e non per moda.

Per quanto riguarda gli atomizzatori, la semplicità costruttiva è fondamentale. Preferite atomizzatori composti da poche parti, con il minor numero di filettature possibile, evitando torrette che si regolano e che possono allentarsi o post che non serrano bene il filo. Un esempio tra tutti gli Expromizer, ottimi atomizzatori, ottimo aroma, ma non c’è verso di farli funzionare in TC. La loro complessità costruttiva rende difficile la lettura precisa delle resistenze. Parliamo di scarti di centesimi o millesimi di Ohm, ma i calcoli del circuito vengono fuori falsati.

Una caratteristica irrinunciabile, che si parli di box o di atomizzatori, è che questi siano costruiti con materiali di qualità ed assemblati con cura, per assicurare la minima resistenza passiva del sistema.

In rete, in particolare su YouTube, esistono molti tutorial che insegnano ad utilizzare il TC. Oltre te, quali canali o vapers esperti suggerisci di seguire?
Purtroppo, è una domanda a cui posso rispondere brevemente, vista la quasi mancanza di tutorial validi su YouTube.
Fondamentali i video di Lordbyron77 e di Svapators & eSigBlog.com, da cui io stesso ho imparato tanto.
Purtroppo, sono video non recenti ed alcune cose si sono evolute, ma i concetti di base restano. Nei loro video viene utilizzato il Ni200, filo ormai obsoleto, che non ha più senso usare, ma i contenuti continuano ad essere validi. Sono un must watch!
Nel canale Svapators & eSigBlog.com troverete molti video. Abbiate la pazienza di cercare quelli attinenti. In un modo o nell’altro, i video di Michele sono tutti istruttivi, anche quelli relativi ad altri argomenti. C’è tanto da imparare da persone così.

Recentemente sono stati pubblicati anche questi due video, in cui Drakogian, svapatore di lunga data e molto esperto, illustra i concetti del TC, con una didattica decisamente migliore della mia, mostrando alcuni esempi pratici di settaggi per DNA e per circuiti Joyetech migliorati con custome firmware ArcticFox.

Per gli interessati al cloud chasing ed alle coil complesse utilizzate in TC, direi che l’unica persona presente su YouTube che porta avanti l’argomento è Rudy Giannotta, col suo canale Builders & Co., col quale ho fatto due live sul tema.

Limitandomi alla lingua inglese, tra i più unici che rari recensori che valutano le mod anche per le loro prestazioni in TC, ci sono Phil Busardo e DJLsb Vape.
Se volete sapere davvero come va una mod anche in TC, guardate le loro recensioni, complete di smontaggi e di grafici ottenuti con oscilloscopi e sonde termiche.

Rimandando le questioni pratiche alle fonti che ci hai suggerito, quali calcolatori ci consigli per orientarsi nella rigenerazione in TC?
Senza pensarci due volte, quello di Steam-engine.org. È uno strumento fondamentale, irrinunciabile ed imprescindibile, soprattutto per chi si avvicina al TC per la prima volta, ma anche per i più esperti. È uno strumento di verifica dei propri setup importantissimo.

Le due sezioni fondamentali del sito/tool/calcolatore sono le seguenti:

Il pannello Coil wrapping, dove possiamo verificare le nostre coil, i valori di resistenza, i valori di heat flux e di reattività.

Il pannello Wire wizard, dove possiamo confrontare le qualità e la precisione dei materiali utilizzati, in relazione alla build, e costruire e ricavare i dati per le coil complesse.

Steam Engine è uno strumento fondamentale non solo per chi vuole utilizzare il TC, ma anche per chi vuole svapare in maniera sana e corretta in VW. Ci permette di prendere coscienza di cosa succede realmente all’interno dei nostri sistemi.

Come sai, su Alkemikosvapo.com si parla di aromi naturali e come farli in casa. Il TC potrebbe valorizzare la degustazione delle nostre produzioni?
Assolutamente sì! Non essendo medico o chimico, utilizzerò un esempio pratico e semplice, forse banale, ma spero efficace: lo svapo è un po’ come la gastronomia; se assaggiamo un cibo bollente, le nostre papille subiscono un trauma, vengono anestetizzate e non percepiamo il gusto. Se lo stesso cibo lo assaggiamo ad una temperatura compatibile con il nostro corpo, riusciamo a gustarlo. Provate a scottarvi la lingua con dell’acqua bollente. Quanto apprezzerete i sapori dopo? Acqua bollente… Cosa vi fa venire in mente? Per caso, vi ricorda il vapore? Anche se il glicole propilenico non è acqua, il concetto è identico.
Non voglio dilungarmi troppo nelle curve di percezione dell’aroma alle varie temperature o nelle reazioni chimiche che subiscono le molecole aromatiche a vari livelli di riscaldamento. Tu stesso, Andrea, sei molto più competente ed esaustivo di me in materia. Ma penso che ogni aroma vada gustato alla giusta temperatura. In quest’ottica, un tiro costante, che non sia crescente o calante, con la scelta della temperatura ideale di svapo, può restituirci il massimo della percezione.
E non trascuriamo il fatto che in TC abbiamo l’ulteriore vantaggio di poter montare coil con maggiore superficie di contatto di quelle che monteremmo in VW, ma senza causare surriscaldamenti fastidiosi. Una maggiore superficie di contatto restituisce più aroma… anche se ciuccia più liquido!

Siamo alla conclusione della nostra intervista. Ringraziandoti di averci dedicato il tuo tempo, dove possono incontrarti gli Utenti di Alkemikosvapo.com?
Il mio account Facebook è Dan Vaperider. Rispondo sempre a tutti, più o meno subito o entro la giornata, compatibilmente con gli impegni.
Consiglio comunque a tutti quelli interessati l’iscrizione al gruppo Facebook Svapo in TC, dove potrete trovare un valido aiuto anche da persone molto più esperte di me.

Grazie all’Amico Dan Vaperider per aver partecipato a questa intervista e per condividere quotidianamente la sua conoscenza, in modo semplice ed efficace.


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