Nicotina ed ecig. Nicotina freebase e sali di nicotina.

La nicotina è un alcaloide di origine vegetale, contenuto in varie specie vegetali della famiglia delle solanacee, come il tabacco. È attiva sull’organismo umano ed è la responsabile della dipendenza da fumo. Allo stesso tempo, utilizzata nelle sigarette elettroniche, può essere utile per smettere di fumare.

Come funziona

Quando la nicotina giunge nei polmoni, passa in circolo nel sangue e si distribuisce in tutto l’organismo, causando effetti diversi. Quando la nicotina giunge nel cervello, si lega ai recettori nicotinici, che fanno parte del gruppo dei recettori colinergici. Questo legame attiva una serie di stimolazioni neuronali mediate da vari neurotrasmettitori, come la dopamina. L’aumento della dopamina nel sistema mesolimbico genera piacere e conduce col tempo alla dipendenza da nicotina.

Quando i recettori nicotinici sono stimolati per un tempo prolungato, passano alla forma desensitizzata, motivo per cui i fumatori hanno la tendenza ad aumentare il consumo di tabacco, nel tentativo di continuare ad ottenere il piacere. Questo fenomeno spiega perché la prima sigaretta del mattino è quella più appagante, a causa della lunga deprivazione notturna e del conseguente ritorno allo stato attivo dei recettori nicotinici. Poi, lo stato dei recettori cambia nuovamente e le successive sigarette della giornata risultano molto meno appaganti della prima, portando il fumatore alla caccia del piacere e a fumare di più.
La desensitizzazione dei recettori nicotinici provoca un altro problema. Normalmente, le cellule distruggono e rimpiazzano costantemente i recettori nicotinici ed il loro numero rimane pressoché costante. Ma allo stato desensitizzato i recettori nicotinici diventano resistenti alla loro distruzione e lo sbilanciamento tra distruzione e nuova sintesi provoca un aumento del loro numero. Questo fenomeno determina un incremento progressivo della “fame di nicotina” e del consumo quotidiano di tabacco.
Questa condizione è reversibile. Basta smettere di fumare e nell’arco di qualche settimana si ristabilisce il normale numero di recettori.

Astinenza da nicotina

L’astinenza da nicotina genera ansia, irritabilità, agitazione, difficoltà di concentrazione, cattivo umore, frustrazione, rabbia, aumento dell’appetito, insonnia e costipazione o diarrea. La riassunzione di nicotina calma i sintomi, riportando la concentrazione e le prestazioni cognitive alla normalità. In buona sostanza, il fumatore astinente sperimenta una sofferenza psico-fisica che amplifica il suo desiderio di ritornare al piacere, al quale pone rimedio fumando.
Smettere di fumare è assolutamente possibile, dimostrando grande forza interiore o ricorrendo all’ausilio di strumenti terapici, almeno nelle fasi precoci della sospensione del fumo, allo scopo di alleviare i sintomi dell’astinenza. Ma, anche ricorrendo ai detti ausili, la volontà e la convinzione restano i fattori più importanti, perché, ed il motivo non è ancora del tutto spiegato, il rischio di tornare a fumare a distanza di tempo è tutt’altro che un’eventualità remota.

Tossicità della nicotina

I testi medico-scientifici di più largo impiego riportano che la dose di nicotina letale per l’uomo si attesta intorno ai 40mg assunti per bocca in unica dose, quantitativo contenuto in una sola goccia di nicotina liquida pura al 100%. Questo dato è dibattuto, ma comunque le stime alternative sarebbero al rialzo, per cui, stare debitamente lontani da questa dose dovrebbe proteggerci dal rischio di morte.
L’intossicazione acuta da nicotina causa convulsioni, coma, paralisi muscolare (inclusa quella respiratoria), arresto respiratorio, crisi ipertensiva e aritmie cardiache. Ovviamente, l’evoluzione naturale è la morte del soggetto.
A livelli subletali, i sintomi dell’avvelenamento da nicotina comprendono cefalea, vertigine, nausea e vomito, disturbi alla vista ed all’udito, confusione mentale, astenia, respirazione rapida e prostrazione.
La tossicità cronica a dosi, per così dire, normali di nicotina è caratterizzata da aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Tuttavia, secondo gli studi, il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari a cui il fumatore è esposto derivano dai prodotti della combustione, così come il rischio di insorgenza di tumori, in particolare quello del polmone.

Polmoni e cuore sani (a sinistra) e polmoni e cuore di un fumatore (a destra)

Nicotina e sigarette elettroniche

Se da una parte la nicotina è la causa della dipendenza da fumo, dall’altra è l’arma vincente della sigaretta elettronica, strumento utile ed efficace per smettere di fumare. Infatti, essendo vero che il principale motivo per cui si fuma è la dipendenza da nicotina, il fumatore che passasse alla sigaretta elettronica continuerebbe ad assumerla e non avrebbe più necessità di fumare. Questo è possibile grazie al fatto che le sigarette elettroniche possono essere caricate con liquidi da inalazione contenenti nicotina. Vaporizzando questi liquidi, la nicotina volatilizza ed entra nel corpo dell’utilizzatore, soddisfandone il fabbisogno. L’aspetto positivo fondamentale è che attraverso la sigaretta elettronica si è riuscito a scindere il consumo di nicotina dalla combustione e dai rischi certi relativi ai prodotti della combustione. Non di meno, la sigaretta elettronica permette di conservare quella ritualità, quella gestualità e quegli aspetti di natura sociale di cui chi smette di fumare potrebbe sentire la mancanza. In questo, non si dimostrano altrettanto efficaci strumenti alternativi, anche più pratici ed accessibili, come i cerotti, le gomme da masticare, pastiglie e gli spray orali alla nicotina.

È anche possibile svapare senza nicotina, ma farlo nel passaggio dal fumo allo svapo richiede una forte motivazione. Per questa ragione, conviene procedere per gradi. Il primo passo è quello di svapare a concentrazioni di nicotina adeguate a soddisfare il fabbisogno del nuovo svapatore (o nuovo ex-fumatore). I liquidi regolari possono contenere concentrazioni di nicotina fino a 20mg/ml, che è un valore assolutamente più che accettabile, persino per il più incallito dei fumatori, ma la maggior parte dei neo-svapatori preferisce accedere a prodotti contenenti concentrazioni di nicotina anche inferiori. Il secondo passo è la disintossicazione graduale, senza fretta, riducendo progressivamente le concentrazioni di nicotina, fino a considerare l’eventualità di non farne più uso. A quel punto, la sigaretta elettronica potrebbe essere accantonata o diventare la coperta di Linus per i più timorosi della ricaduta nel fumo o uno strumento ludico per la degustazione di sapori svincolata dal vizio, anche se dobbiamo dire che la sigaretta elettronica non è nata per questo utilizzo.

Nicotina. Nicotina freebase. Sali di nicotina.

La chimica descrive la nicotina pura come un liquido incolore, che a contatto con l’aria inscurisce e aumenta di viscosità. La sua basicità permette di ottenere sali reagendo con gli acidi.

Nella sua forma più classica, la nicotina è detta protonata, una variante che viene assorbita dal corpo umano, ma non in modo massimale. A metà del secolo scorso, l’industria del tabacco adottò un espediente per aumentare l’assorbibilità della nicotina, con l’obiettivo di incrementare la dipendenza nei fumatori. Per ottenere questo risultato, la nicotina fu deprotonata attraverso l’uso dell’ammoniaca. La nicotina deprotonata, nota come nicotina freebase, è maggiormente volatile e viene assorbita in maniera più efficace.

La nicotina freebase è la nicotina più utilizzata nello svapo, per competere ad armi pari col fumo e combatterlo efficacemente. In condizioni normali, funziona e gli utilizzatori si sentono appagati. In certe condizioni, però, possono manifestarsi due difetti fondamentali: 1) la maggiore basicità della nicotina freebase causa il famoso colpo in gola (hit), quella sensazione di raschietto della gola che ricorda l’inalazione del fumo, che può essere ricercata, ma che oltre certe concentrazioni di nicotina freebase può risultare fastidiosa; 2) la nicotina freebase necessita di alte temperature per essere vaporizzata.
Questi due difetti non sono un problema per chi svapa a concentrazioni di nicotina ragionevoli e vuole mantenere un certo hit, e per chi utilizza sigarette elettroniche, anche entry level, in grado di raggiungere temperature opportune.

Tuttavia, coloro che trovano soddisfazione solo ad alte concentrazioni di nicotina e/o che preferiscono utilizzare sigarette elettroniche compattissime e a basse prestazioni (come alcune pod mod) potrebbero avere qualche problema. Per questi casi particolari, esistono i sali di nicotina, una forma ottenuta per reazione chimica con acidi organici, come l’acido benzoico. I sali di nicotina, essendo più acidi, sono molto meno hittosi della nicotina freebase e vaporizzano a temperature inferiori, permettendo il loro impiego nelle condizioni appena elencate.

Cautela

La nicotina è pericolosa, ma mettendo in pratica le dovute regole di sicurezza, non c’è ragione di farsi prendere dalle psicosi. Il miglior modo per evitare incidenti è conoscerli ed evitarli.
L’utilizzo della nicotina nelle sigarette elettroniche richiede adeguate informazioni, che devono essere richieste ai veri professionisti del settore.
La nicotina è assorbibile dall’organismo attraverso tutte le vie, inclusa quella cutanea. Siccome l’assorbimento per via cutanea dipende dalle concentrazioni in gioco, dal tempo di contatto e dalla superficie cutanea interessata, è molto difficile prevedere quanta nicotina possa essere assorbita. Per evitare incidenti, quando si maneggia la nicotina allo scopo di miscelarla, è consigliabile l’uso di guanti in vinile e di operare nelle vicinanze di un lavandino.
Si ricorda che 2ml di liquido da inalazione nicotinizzato alla massima concentrazione consentita (20mg/ml) contengono già la dose letale di 40mg di nicotina sopra citata. In caso di ingestione accidentale, è di vitale importanza contattare immediatamente il Numero Unico dell’Emergenza 112 (o il 118 in quelle zone d’Italia in cui il servizio non fosse ancora attivo), spiegando l’accaduto e chiedendo se e come agire prima dell’arrivo dei soccorsi.
Per ovvie ragioni, i liquidi contenenti nicotina, a qualsiasi concentrazione, in boccetta o già inseriti nelle sigarette elettroniche, vanno tenuti lontani dalla portata dei bambini e degli animali da compagnia.

Conclusioni

La nicotina è una sostanza tossica che genera dipendenza, dalla quale è difficile staccarsi. Le sigarette elettroniche sono una valida alternativa al fumo e permettono di assumere nicotina in modo controllato e senza combustione, con l’obiettivo secondario di ridurne l’apporto progressivamente.
L’utilizzo dei liquidi da inalazione contenenti nicotina richiede l’opportuna conoscenza.
L’impiego di nicotina freebase o in forma salina va valutato caso per caso, col supporto di rivenditori esperti e ben formati.
Quando si maneggiano prodotti contenenti nicotina, bisogna farlo con cautela.

Fonti bibliografiche:

  • “Farmacologia generale e clinica” di Bertram G. Katzung, Anthony J. Trevor.
  • “The biology of nicotine addiction”, Mariella De Biase,Tabaccologia 2016, 1S: 19-23.
  • “Dipendenza da nicotina”, Humanitas – Research Hospital web site.
  • “Quantification of free-base and protonated nicotine in electronic cigarette liquids and aerosol emissions”, Chem Res Toxicol. 2015 August 17; 28(8): 1532–1537.
  • LIAF – Lega Italiana Antifumo – Sito istituzionale (https://www.liaf-onlus.org), chiavi di ricerca: nicotina, fumo, sigaretta elettronica, ecig, svapo, vapagismo.
  • Chimica-online web site: https://www.chimica-online.it/composti-organici/nicotina.htm.

6 risposte a “Nicotina ed ecig. Nicotina freebase e sali di nicotina.”

        1. Secondo me, non c’è un giusto e sbagliato. Dipende come uno si trova meglio (anche a livello gustativo). Sicuramente, bisogna tenere conto che l’alcalinità della nicotina freebase la predispone a reagire spontaneamente con acidi, come l’acido malico e l’acido citrico, noti per essere contenuti nel tabacco. Quindi, dal momento che la nicotina viene inserita, è solo questione di tempo e la chimica farà il suo 😉

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